Impietosa la fotografia sulla condizione delle retribuzioni dei lavoratori italiani nel nostro mercato del lavoro scattata da ‘P…

Impietosa la fotografia sulla condizione delle retribuzioni dei lavoratori italiani nel nostro mercato del lavoro scattata da ‘Presa Diretta’. Il nostro è l’unico Paese europeo dove, rispetto a trent’anni fa, non solo non c’è stata una crescita dei salari ma gli stipendi dei lavoratori sono addirittura calati del 2,9%. Una situazione che richiede risposte rapide ed efficaci: fra queste c’è sicuramente l’introduzione del salario minimo come il Movimento 5 Stelle chiede dal 2013.

Sorprende leggere anche oggi di sindacalisti che bocciano questa misura, arrivando addirittura a definirla ‘una trappola’. Come dimostrano le esperienze di altri Paesi, dove è già presente da anni, è invece vero il contrario. In Germania, per esempio, con l’istituzione del salario minimo ha guadagnato tutto il sistema economico: è diminuito il divario tra redditi alti e bassi, è calato l’indice di disoccupazione e il prodotto interno lordo è cresciuto del 20% rispetto al periodo precedente.

Con la nostra proposta non fissiamo solo una soglia ‘di dignità’ sotto cui nessun contratto deve scendere, ma valorizziamo la contrattazione collettiva ‘sana’ mettendo un freno definitivo ai cosiddetti ‘accordi pirata’. Dire di essere favorevoli al salario minimo come fanno altre forze politiche, per esempio Pd e Fratelli d’Italia, ma senza specificare una soglia sotto cui non si deve andare, vuol dire varare l’ennesima legge inefficace. Chi ha davvero a cuore la sorte dei lavoratori italiani voti il nostro disegno di legge. Diamo finalmente al Paese un provvedimento giusto.

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Enrica Segneri