Pompei e non solo: l’ArteBus servizio d rafforzare

Ciao a tutti!

Voglio ringraziare la Repubblica Napoli che questa mattina ha ospitato un mio intervento sugli ArteBus. Buona lettura!

Aspetto un Vostro commento!

I dati diffusi dall’Eav riguardanti l’utilizzo dell’ArteBus sono incoraggianti. Il Parco Archeologico di Pompei è unico al mondo perché non è limitato solo alla celeberrima città romana, ma comprende tanti altri siti che, visto proprio i numeri rilevati sui nuovi mezzi di trasporto, definire ‘minori’ è ingiusto una volta di più.

Le statistiche dimostrano che i visitatori di tutto il mondo sono interessati a scoprirli proprio come sono interessati a Pompei. Nel primo periodo di sperimentazione, dal 4 dicembre al 17 gennaio scorso, sono stati 1094 i turisti che hanno utilizzato le navette dell’ArteBus per godere del fascino culturale diffuso in tutta la nostra area metropolitana.

L’afflusso registrato col nuovo collegamento tra il sito pompeiano e quelli di Oplontis e Stabiae nonché con il Museo Archeologico di Quisisana, a Castellammare, nonostante gli arrivi limitati dal Covid, ci dice che abbiamo imboccato la strada giusta.

Siamo solo all’inizio, certo. Ma il nostro territorio si dimostra così ricco di tesori storici che vale la pena scommetterci su. A Castellammare, ad esempio, l’impegno così appassionato della direttrice del Museo di Quisisana Maria Rispoli va ancor più valorizzato con la ripresa post-pandemica e in vista della bella stagione, quando in molti, con un sistema di trasporti pubblico rafforzato, potrebbero raggiungere e godere di un gioiello non solo artistico, ma anche ambientale.

Tra i diversi siti archeologici della provincia destinati a fare rete ci sono evidenti “connessioni storiche”, ha, del resto, spiegato lo stesso direttore del Parco Archeologico di Pompei, Gabriel Zuchtriegel. Il tema, quindi, è garantire ai cittadini, ai turisti e agli appassionati la possibilità di vivere quelle “connessioni” con tutte le chiavi di lettura, proprio come se stessero sfogliando diversi capitoli di un unico, grande libro di storia.

Per questo, in vista del suo ripristino fissato per il primo aprile, credo che si possa implementare il progetto ArteBus rafforzando le linee già esistenti e sperimentando collegamenti anche con altri siti dell’area vesuviana.In primis, penso a quello di Longola, a Poggiomarino. E’ lì, d’altra parte, che i visitatori potrebbero leggere la prima pagina della nostra storia: la più antica, con il sito preistorico risalente all’Età del Bronzo che dista solo 10 chilometri da Pompei, una distanza sicuramente colmabile da un’altra navetta, da un’altra linea.

Incrementare le visite di questo sito vorrebbe dire offrire un’esperienza culturale più completa e interessante, un autentico viaggio nella storia visto che è un insediamento che precede di secoli la Pompei romana. Ma non è tutto: lungo la direttrice verso Longola, al confine con Poggiomarino, c’è anche Terzigno con il Matt, il suo museo archeologico, che potrebbe essere una ulteriore tappa di questo tour vesuviano in quanto capace di calamitare l’attenzione anche sull’ager pompeianus: su come si viveva nelle campagne che circondavano la città di epoca romana.

Dare maggiore attenzione a questi siti potrebbe dare un nuovo impulso non solo all’economia locale, ma anche a nuove ricerche e nuove scoperte. Quella di inizio mese dell’elmo e della calotta di origine etrusca a Velia, fino a poco tempo fa considerato un sito minore rispetto a Paestum, ci ha così emozionato che potrebbe essere inteso come un segno del destino.

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L’articolo Pompei e non solo: l’ArteBus servizio d rafforzare proviene da Teresa Manzo.