È da poco terminata la conferenza europea dei Ministri dell’Economia Sociale, organizzata dal Segretario di Stato Olivia Grégoir…

È da poco terminata la conferenza europea dei Ministri dell’Economia Sociale, organizzata dal Segretario di Stato Olivia Grégoire, nell’ambito del Semestre di Presidenza francese del Consiglio dell’Unione Europea.
L’Italia, come ho più volte ribadito, anche al Commissario Schmit che era presente, ha accolto con grande entusiasmo l’Action Plan for the Social Economy, ed è contenta di poter condividere queste priorità che, oltre ad essere innovative, rappresentano la vera sfida di un’Europa che si pone obiettivi che ci permetteranno di raggiungere grandi risultati.
Ai colleghi europei ho illustrato come, proprio su questa linea, siamo intervenuti immediatamente dal punto di vista legislativo, con una norma che ho fortemente voluto in Legge di Bilancio, per dare un’etichetta all’economia sociale, all’interno del Ministero dell’Economia e delle Finanze, dando così una definizione chiara che il nostro Paese ha identificato in modo pienamente complementare all’Action Plan.
Partiremo dallo sviluppo della mappatura che, all’Italia serve moltissimo, come anche ad altri Paesi, e che svilupperemo con le risorse che abbiamo dedicato e mettendo in connessione le Istituzioni del nostro Paese con il mondo dell’università.
Con questa mappatura, oltre a fare tutte le necessarie valutazioni che sono intrinseche di questo punto, grazie alla linea d’indirizzo dell’Action Plan, saremo in grado anche di costruire una programmazione più calzante. Soprattutto per le politiche necessarie all’economia sociale dei nostri territori, che non ha sempre potuto contare su dati molto aggiornati.
I dati che verranno fuori dalla mappatura ci permetteranno di affrontare un altro dei punti che a me sta molto a cuore: la misurazione dei social impact, che ovviamente è un altro importantissimo tema dell’Action Plan, tema sul quale io credo che si debba provare a fare uno sforzo in termini di tempo, perché introdurre il prima possibile le misurazioni di impatto sociale permetterà a tutta la parte finanziaria, che si muove in questo ambito, di indirizzarsi nella direzione giusta.
Sono aspetti su cui stiamo lavorando moltissimo, anche in connessione con altri Paesi europei, a partire dalla Francia. E lo stiamo facendo anche per sviluppare la parte degli strumenti di finanziamento, in particolare i Social Bond, un tema sensibile per molti. Credo, infatti, che si possa spingerne fortemente l’utilizzo, per arrivare ad utilizzare uno strumento di finanza di impatto capace di parlare, già subito, di obiettivi e realizzare progettazioni ambiziose.