Le concessioni devono essere riassegnate tramite gare pubbliche: questa non è una opzione, vista la sentenza con cui il Consigli…
I dati ci dicono che a fronte di un giro di affari da 15 miliardi di euro annui lo Stato incassa solo 100 milioni di canone di gestione. E se dovesse partire la procedura di infrazione europea a pagare la multa saranno i cittadini.
In questi giorni stiamo assistendo ad una vera e propria campagna da parte della destra, soprattutto quella del fronte d’opposizione, che gioca con il sentimento popolare parlando di invasione, da parte dell’Europa, dell’economia italiana e addirittura di “svendita” dei nostri litorali. In realtà è proprio il contrario. Negli anni è accaduto che la gestione di beni demaniali, e quindi di tutti, sia diventata appannaggio di pochi.
È ovvio che ora si dovrà trovare un punto di equilibrio tra gli interessi dei 30 mila imprenditori balneari e la competitività delle gare, dal cui esito dipenderà la gestione delle spiagge demaniali a partire dall’1 gennaio del 2024, data di scadenza dell’ultima proroga.
L’emendamento del governo, che andrà a integrare il dl concorrenza, terrà in considerazione gli investimenti dei gestori, la tutela delle famiglie per cui lo stabilimento balneare è l’unico sostentamento, la conservazione dei posti di lavoro dei dipendenti e dovrà anche evitare che l’apertura del mercato porti a una eccessiva concentrazione delle aziende in mani straniere. Ma vanno garantiti anche gli interessi dello Stato, che ha il dovere di valorizzare il patrimonio demaniale. E dei cittadini che non possono pagare tasse per garantire guadagni a pochi che sono gli stessi da decenni.
Per il MoVimento 5 Stelle occorre un sistema di gare pubbliche che prevedano clausole di premialità a favore delle imprese concessionarie “virtuose”, ossia in regola con i pagamenti e nei rapporti con lo Stato, e il diritto di indennizzi a carico del subentrante per le perdite di mancato ammortamento e di avviamento, da determinare con definiti indicatori economici. Le gare, infine, dovranno prevedere clausole sociali a tutela del lavoro.
Faremo la nostra parte facendoci ispirare dal nostro motto: nessuno deve rimanere indietro.
Mariolina Castellone
